Oman dalla A alla Z: cosa vedere e informazioni pratiche

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Il Sultanato dell’Oman è uno stato all’estremità della Penisola Arabica. Negli ultimi anni sta diventando sempre più popolare, non solo come fuga invernale al caldo, ma soprattutto per i suoi splendidi canyon, i forti maestosi, la ricca vita marina e le escursioni nel deserto o in montagna.

Oman – perché andarci

  • Wadi e paesaggi lunari – l’arido
    deserto sassoso accompagna i turisti a ogni passo e le rocce taglienti che
    faranno da cornice alle vostre gite sembrano davvero di un altro pianeta. Le montagne sono solcate
    da canyon (wadi) e in molti si può anche fare il bagno
  • Montagne e ancora canyon – le montagne dell’Oman raggiungono
    i tre chilometri di altitudine. La neve non aspettatevela, ma gli altopiani a 2 km offrono
    alla gente del posto una gradita fuga dalle pianure roventi e ai viaggiatori tanti bei trekking
    e panorami su profondi canyon
  • Forti e città abbandonate – le montagne e le oasi
    riuscivano a trattenere la preziosa acqua, per la quale combattevano le tribù locali e i conquistatori
    europei. Per questo l’Oman è disseminato di forti e fortini che potete esplorare
    nei minimi dettagli. Molti sono restaurati, ma decine di insediamenti abbandonati invitano
    i turisti a esplorare le antiche rovine.
  • Cultura unica e moschee – La maggior parte
    degli omaniti professa la corrente ibadita dell’islam, che si distingue per una grande tolleranza.
    Gli uomini, tradizionalmente vestiti con tuniche bianche (dishdasha) e berretto o turbante, e
    le donne, per lo più avvolte in abaya nere, sono molto ospitali, e la cucina omanita, un mix
    di sapori arabi e africani, è molto ricca.
Oman, perché andarci – il forte di Bahla
Uno dei forti dell’Oman – Bahla Fort

Oman – la mappa dei luoghi più belli

Per orientarvi e pianificare il viaggio più facilmente abbiamo preparato per voi una mappa dettagliata con i luoghi più belli dell’Oman. 

Potete visualizzare la mappa direttamente su Google Maps. La mappa si può esportare e caricare in una delle app per smartphone Maps.me o Locus Map. Se avete in programma delle escursioni a piedi, vi consigliamo proprio Locus oppure le mappe offline di Mapy.cz.

Alloggio

A parte i grandi hotel sulle spiagge, l’Oman, ancora poco scoperto dai turisti, non offre molte possibilità di alloggio. In ogni città più grande troverete qualche hotel e pensione, che si trovano più facilmente su Booking o Agoda. Gli ostelli praticamente non esistono.

Ciò che invece in Oman è facile è campeggiare. Nella maggior parte del territorio si può piantare la tenda senza restrizioni, che valgono solo in alcune zone militari o comunque importanti, di solito recintate. Soprattutto in montagna le piazzole per il campeggio sono segnalate e spesso ci trovate già diverse tende. Campeggi classici con servizi igienici o un punto cottura però in Oman non cercateli. Cibo e articoli per l’igiene dovrete procurarveli da soli.

Quando campeggiate, cercate un punto rialzato, perché anche un piccolo acquazzone lontano in montagna può trasformare un letto asciutto in un fiume impetuoso in pochissimo tempo, soprattutto in autunno. Portatevi anche un materassino comodo, perché la tenda dovrete piantarla direttamente sul duro fondo roccioso.

Una sistemazione davvero particolare sono i resort nella zona desertica di Wahiba (Sharqiya) Sands. Qui potete prenotare una tenda in uno dei campi nel deserto, che anche in questo caso si trovano più facilmente online. Anche nel deserto si può dormire nella propria tenda, ma è consigliabile avere una guida che vi dica quali posti sono adatti per campeggiare.

Alloggio in Oman – la capitale Muscat
La capitale dell’Oman – Muscat

Clima: quando andare

L’Oman, e non solo per quanto riguarda il clima, va diviso in due zone: la costa orientale con le montagne intorno alla capitale Muscat e l’ovest intorno a Salalah. L’est è popolare per i viaggi culturali. L’ovest, che nasconde anch’esso diversi posti bellissimi, è amato per le sue località balneari e il clima più piacevole.

I dintorni di Muscat, con i suoi forti, wadi e montagne, è meglio visitarli tra ottobre e marzo, e i mesi invernali gennaio, febbraio e marzo sono i più indicati, perché non fa ancora troppo caldo e sono già finiti gli acquazzoni autunnali, che nel paesaggio arido possono provocare improvvise inondazioni locali. Ad aprile le temperature iniziano a superare i 40 °C e la maggior parte della gente limita molto le attività all’aperto.

L’ovest, con centro a Salalah, è una meta ideale tutto l’anno. Il periodo più interessante per la visita è però sicuramente il khareef, cioè la stagione dei monsoni che va da luglio a settembre: vi sorprenderanno piogge frequenti, ma il paesaggio desertico circostante si ricopre come per miracolo di piante di un verde intenso.

Clima e quando andare in Oman – il forte di Al-Hazm
Il forte di Al-Hazm

Oman – visti e condizioni di ingresso

Per entrare nel Sultanato dell’Oman serve il visto, che si può ottenere all’arrivo (se presentate la conferma di un hotel già pagato) oppure online su https://evisa.rop.gov.om/; di solito la pratica non richiede più di qualche giorno. La maggior parte delle compagnie aeree senza visto o conferma dell’hotel non vi farà nemmeno salire a bordo.

Per l’ingresso dovete avere un passaporto valido almeno 6 mesi dalla data di ingresso nel paese.

Voli, ovvero come arrivare in Oman

In Oman volano diverse compagnie aeree, che vi porteranno nella capitale Muscat o a Salalah, 1000 km più a ovest. Tra le due città ci sono voli regolari più volte al giorno e l’Oman si raggiunge facilmente anche dai popolari aeroporti di scalo di Dubai o del Qatar. Per cercare i voli vi consigliamo Skyscanner. Leggete la nostra guida dettagliata su come trovare voli economici.

Voli per l’Oman – le tipiche casette bianche omanite
Le tipiche casette bianche omanite

Dopo l’arrivo in Oman

A parte le procedure di immigrazione (il visto e il timbro sul passaporto) al confine omanita non aspettatevi alcun ritardo.

Scheda SIM

Entrambi i principali operatori telefonici offrono tariffe turistiche che oltre ai dati includono anche le chiamate internazionali. Le compagnie telefoniche infatti bloccano le chiamate tramite app come Skype o WhatsApp; si può ovviare con una VPN, che però va installata prima di entrare nel paese, oppure proprio con le chiamate internazionali incluse nei pacchetti turistici.

Il Visitor Pack di Ooredoo e il Tourist Pack di Omantel sono molto simili e vi consigliamo di acquistarli subito nella hall dell’aeroporto, perché i punti vendita degli operatori in città non sempre li hanno a disposizione e gli omaniti sono abituati a ricaricare il cellulare online o nei chioschi, che però la SIM non ve la vendono. Per attivare la SIM vi chiederanno il passaporto e si può pagare anche con carta.

Alcol

In Oman è molto difficile comprare alcolici. Li vendono solo gli hotel autorizzati, quindi se non andate in una località balneare e non potete fare a meno dell’alcol, è meglio portarne un po’ con voi. Ogni non musulmano sopra i 21 anni può portare fino a 2 litri di vino o superalcolici.

Se però volete risparmiare spazio in valigia, potete comprare gli alcolici all’arrivo a Muscat nel negozio aperto 24 ore su 24 vicino al ritiro bagagli. Se non approfittate di questa possibilità, preparatevi al fatto che in hotel una birra può costare anche 12 euro.

Dopo l’arrivo in Oman – trekking sotto il Jebel Shams
Trekking sotto la vetta più alta, il Jebel Shams

Spostarsi in Oman

L’Oman si può girare solo in due modi: con un viaggio organizzato o in auto. Le auto qui sono piuttosto economiche, e anche la benzina, mentre le alte temperature per gran parte dell’anno fanno sì che i mezzi pubblici abbiano pochi clienti e quindi non prosperino. In autobus potete spostarvi al massimo tra le grandi città come Muscat, Nizwa, Sur e Salalah, ma per raggiungere altre mete popolari avrete bisogno dell’auto.

Due o quattro ruote motrici?

La domanda fondamentale resta quindi quale auto noleggiare. Se il budget vi permette di prendere a noleggio un’auto a trazione integrale, non c’è niente da decidere. Le auto con la trazione su entrambi gli assi però costano circa il doppio e nella maggior parte dei posti si arriva anche su strada asfaltata.

Il 4×4 vi dà la libertà di lasciare la strada dove volete, infilarvi tra le aguzze cime rocciose e godervi un giro nell’arido paesaggio montuoso. Potete entrarci anche nel deserto, ma se non sapete guidare sulle dune, non ve lo godrete granché. I campi nel deserto offrono sempre un trasferimento economico dalla strada più vicina. Se invece volete godervi la guida sulla sabbia, i campi tendati la offrono spesso come attrazione, oppure ci sono diversi posti dove vi insegnano a guidare sulle dune.

L’unico posto dove il fuoristrada serve davvero sono le montagne. Senza, agli hotel e ai sentieri del Jebel Akhdar non vi lasciano nemmeno arrivare, mentre la strada per il Grand Canyon chiamato Jebel Shams si può fare anche con un’auto normale. Non ve lo consigliamo però, perché alcune salite ripide con un’auto del genere non sono facili da affrontare, soprattutto con la pioggia, che in montagna può arrivare all’improvviso. Inoltre rallentereste gli altri utenti della strada. Per fortuna, dove finisce l’asfalto c’è di solito qualche intraprendente abitante del posto che, a pagamento, vi porta in montagna con la sua jeep.

Autostop

Noi non l’abbiamo provato, ma su internet (per esempio su Hitchwiki) si legge che fare l’autostop in Oman è facile. Non c’è motivo di non crederci, perché le strade hanno ampie banchine dove l’auto si ferma senza problemi, e gli omaniti sono molto cordiali e spesso anche curiosi, quindi durante il viaggio chiacchierano volentieri con chi fa l’autostop.

Spostarsi in Oman – attenzione ai cammelli in autostrada
Attenzione ai cammelli in autostrada

Oman – soldi e prezzi indicativi

La valuta dell’Oman è il rial, abbreviato OMR. Tutti i prezzi sono indicati in questa valuta, ma molti posti accettano anche il denaro dei paesi vicini del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC), di cui fanno parte per esempio gli Emirati o il Qatar. Pagare in rial o con carta è comunque di gran lunga la cosa più comune. I contanti vi serviranno soprattutto in taxi o nei mercati, ma ristoranti e negozi accettano normalmente le carte.

Una curiosità: un rial vale mille centesimi locali chiamati baisa. I turisti si confondono spesso con un prezzo scritto come 10.000, che significa dieci rial e non diecimila.

Cambio attuale: 1 OMR = [convert number=1 from=”omr” to=”eur” dp=”2″] EUR

Bancomat

In città non è affatto un problema trovare un bancomat e potete prelevare anche diverse centinaia di rial (100 OMR sono circa 230 euro). Molti locali accettano anche le carte, per esempio la maggior parte dei forti accetta solo pagamenti elettronici, anche se l’ingresso costa di solito 0.500, cioè poco più di 1 €.

Prezzi indicativi

In generale l’Oman è piuttosto caro. La produzione alimentare locale è modesta e tutto, a parte il pesce e i datteri, va importato, cosa che si riflette nei prezzi più alti. Molti abitanti lavorano per lo stato, che sfrutta le riserve di petrolio per garantire alla gente un buon tenore di vita, per questo le persone hanno redditi dignitosi e dei prezzi non si lamentano.

Il modo più economico di fare la spesa sono i mercati, che però non sono molti e spesso bisogna comprare un’intera cassetta di frutta. Tra i supermercati i più economici sono Lulu e Ramez, Carrefour è una via di mezzo e Spinneys è il negozio più caro dei quartieri benestanti. Come abbiamo già scritto, l’alcol non si può comprare nei negozi e nei bar degli hotel è molto caro.

OMREUR
Alloggio15 – 20 [convert number=15 from=”omr” to=”eur” dp=”0″] – [convert number=20 from=”omr” to=”eur” dp=”0″]
Pasto al ristorante2 – 5 [convert number=2 from=”omr” to=”eur” dp=”0″] – [convert number=5 from=”omr” to=”eur” dp=”0″]
Acqua (1,5 l)0,2 [convert number=0.2 from=”omr” to=”eur” dp=”2″]
Benzina (1 l)0,2 [convert number=0.2 from=”omr” to=”eur” dp=”2″]
Ingressi0,5 – 5 [convert number=0.5 from=”omr” to=”eur” dp=”2″] – [convert number=5 from=”omr” to=”eur” dp=”0″]
Caffè0,5 – 2 [convert number=0.5 from=”omr” to=”eur” dp=”2″] – [convert number=2 from=”omr” to=”eur” dp=”0″]
Soldi e prezzi in Oman – il mercato di Muscat
Il mercato di Muscat

Il cibo in Oman

Assaggiare le specialità locali è sicuramente un’esperienza, soprattutto se vi piacciono il riso e l’agnello. Il riso con la carne è in pratica il piatto base, servito in ogni ristorante, e la carne è arrosto, alla griglia oppure macinata e grigliata come kebab. Una prelibatezza è per esempio lo shuwa, carne che viene cotta lentamente per diverse ore o addirittura giorni.

Oltre alla cucina locale troverete anche ristoranti indiani, turchi, iraniani o libanesi, che oltre ai numerosi immigrati piacciono anche alla gente del posto. Come antipasto e come dessert si servono datteri o pasta di datteri e un caffè molto speziato. Attenzione: la gente del posto versa sempre al massimo mezza tazzina di caffè, ma non ha problemi a fare diversi giri, perché il caffè si beve in bicchierini da shot.

Un ristorante consigliato a Muscat

Cenare al ristorante Kargeen nella capitale è sicuramente un’esperienza indimenticabile. Non solo vi godrete gli enormi bruciaincenso che sprigionano nuvole di fumo profumato e potrete ordinare molti piatti tradizionali, ma potrete persino guardare i cuochi mentre preparano alcune portate. Un’aggiunta molto amata è il narghilè, che qui sanno preparare anche in un melone scavato o arricchire in altri modi con frutta fresca. In questo ristorante è meglio lasciare a casa l’abbigliamento da spiaggia: mettete piuttosto pantaloni e camicia, e le signore possono indossare un bel vestito e un golfino. Molti tavoli sono all’aperto e soprattutto nei mesi invernali la sera può fare freddo.

Il cibo in Oman – un tipico piatto omanita
Un tipico piatto omanita

Oman – la lingua

In Oman si parla, come nei paesi vicini, arabo. Grazie al gran numero di immigrati tutti parlano bene anche l’inglese, perché altrimenti non riuscirebbero a capirsi nei negozi, dove alla cassa trovate spesso un indiano, un pakistano o un keniota. Gli unici che di solito non masticano molto inglese sono i tassisti, che per legge devono essere omaniti e per lo più sanno solo qualche frase stentata.

Potete salutare con il tradizionale salam alaikum, ma di solito basta anche l’inglese hello. Per ringraziare si dice shukran.

La sicurezza in Oman

L’Oman è uno dei paesi più sicuri della regione e forse anche del mondo. La legge islamica vieta tradizionalmente i reati, cosa che gli omaniti rispettano molto, e gli immigrati non vogliono essere espulsi, quindi dovete essere davvero sfortunati per essere derubati. I prezzi dei servizi però è meglio concordarli in anticipo: una corsa in taxi o una merce al mercato a prezzo gonfiato non sono frequenti, ma vi può capitare.

Dato che il mezzo di trasporto più comune è l’auto, la situazione in cui più spesso possono nascere inconvenienti è il traffico. La capacità delle strade però supera di gran lunga il numero di veicoli e, a parte gli ingorghi nelle ore di punta o durante i forti acquazzoni, sulla strada vi sentirete piuttosto soli. Fate attenzione soprattutto alle rotonde, dove ha la precedenza chi esce dalla corsia interna e il guidatore omanita non si prenderà la briga di mettere la freccia. In generale però gli omaniti sono automobilisti molto rispettosi e vi faranno passare volentieri.

La sicurezza in Oman – la costa di Sur
La costa di Sur

Informazioni pratiche da sapere prima di partire

  • Vi servirà un adattatore per le prese. L’Oman usa il tipo G con tensione di 240V e frequenza di 50Hz. Troverete anche prese combinate, in cui entra la maggior parte delle spine europee. Sono però più rare, quindi è meglio procurarsi un adattatore, che si può comprare anche nei supermercati sul posto
  • L’acqua del rubinetto è potabile, ma si tratta di acqua di mare desalinizzata, sconsigliata per un consumo prolungato. Poiché può contenere microbi locali a cui non siete abituati, vi consigliamo di bere piuttosto acqua in bottiglia, ma per il tè potete usarla tranquillamente
  • Il sole può scottare davvero tanto, quindi mettetevi bene la crema solare e non abbiate paura nemmeno della protezione 50
  • Il fine settimana cade di venerdì e sabato, mentre la domenica si lavora già. Soprattutto il venerdì controllate che i monumenti siano aperti, perché i custodi devono andare alla preghiera e dopo non vale più la pena lavorare.
  • Le moschee si possono visitare tra le 8 e le 11, tranne il venerdì, e dovete indossare pantaloni lunghi e maniche lunghe, le donne anche un foulard sulla testa: all’ingresso lo controllano. Davanti alle grandi moschee ci sono sempre venditori intraprendenti che per un rial o due vi prestano abiti adatti.
  • Non parcheggiate con il retro dell’auto rivolto verso una moschea o un palazzo. È irrispettoso e potreste anche prendere una multa.
  • Non dovete per forza girare in pantaloni lunghi, ma evitate di scoprirvi troppo. A parte la visita alle moschee, le donne non hanno bisogno di coprirsi i capelli.
  • Non fotografate i cammelli vicino all’autostrada. Sono animali curiosi e spesso li attirate sulla strada, dove poi rischiano di ferirsi. Sulle strade più piccole fermatevi pure e scattate allegramente.

Cosa mettere in valigia

  • Costume da bagno
  • Abbigliamento comodo, anche con pantaloni lunghi e
    maniche lunghe
  • Crema solare 50
  • Occhiali da sole
  • Un copricapo e un foulard
  • Sandali
  • Scarpe robuste, se volete fare trekking
  • Una felpa, che apprezzerete soprattutto
    nei ristoranti e nei negozi con l’aria condizionata al massimo
Cosa mettere in valigia per l’Oman – la moschea Al Ameen a Muscat
La moschea Al Ameen a Muscat

Oman – i luoghi interessanti da visitare

Il Sultanato dell’Oman si può dividere in due aree turistiche: i dintorni di Muscat, dove troverete canyon (wadi), montagne, tanti forti e innumerevoli spiagge, e la regione occidentale del Dhofar con centro a Salalah, dove oltre alle località balneari e ai boschetti di alberi dell’incenso non c’è poi molto da fare per i turisti.

Se più del lettino in spiaggia vi attira scoprire i dintorni, il posto ideale per iniziare il viaggio è la capitale Muscat. Da qui potete partire ogni giorno per una gita, perché la maggior parte delle attrazioni non è a più di 250 km, che su strade di ottima qualità si percorrono facilmente. In alternativa potete iniziare un giro di più giorni.

Muscat

La capitale in sé è piuttosto estesa e i monumenti sono sparsi su una grande area, quindi già qui apprezzerete l’auto. Muscat è impreziosita dall’enorme moschea Sultan Qaboos Grand Mosque con un imponente lampadario, un tappeto di 20 tonnellate tessuto in un unico pezzo e diversi minareti di marmo. L’ingresso è gratuito.

A circa 20 km c’è il secondo centro della città, con il palazzo del sultano, i musei e il souk turistico. Troverete anche tre forti più piccoli a guardia della baia e potete fare una passeggiata sul lungomare o una breve escursione in montagna (ben segnata su mapy.cz)

Muscat – la Sultan Qaboos Grand Mosque
Sultan Qaboos Grand Mosque

Più o meno a metà strada tra la moschea e il palazzo c’è il famoso e architettonicamente interessante teatro dell’opera, la Royal Opera House. Gli arabi in generale amano molto l’opera e agli amanti della musica consigliamo di assistere a uno spettacolo, sempre che vi siate portati la giacca e l’abito da sera richiesti. Gli altri possono ammirare l’imponente edificio da fuori o pagare una visita guidata degli interni.

Non lontano dall’opera c’è anche la lunga spiaggia di Al Qurm (Qurum). Dal porto del quartiere residenziale di Al Mouj si può partire verso le isole Daymaniyat, dove si può fare snorkeling, osservare i delfini e a settembre persino avvistare l’enorme squalo balena. Se volete risparmiare sul viaggio verso le isole, provate a chiedere ai pescatori sulla spiaggia. Non vi offriranno un gran servizio, ma saranno contenti di guadagnare qualcosa e vi porteranno in diversi bei posti. Le compagnie ufficiali chiedono per una mezza giornata circa 20 OMR a persona.

Muscat – la Royal Opera House
Royal Opera House

Nakhal, Rustaq e Al-Hazm

Questi tre forti, ingiustamente trascurati, si trovano rispettivamente a circa un’ora e a un’ora e mezza da Muscat. A differenza della più pubblicizzata Nizwa, l’ingresso costa solo 0.500 rial e almeno ad Al-Hazm si può pagare solo con carta.  In alcuni vi daranno una guida elettronica, ma non aspettatevi la visita guidata a cui siete abituati nei castelli europei. In compenso potete esplorare le fortezze da cima a fondo e ammirare il tipico intonaco marrone e le numerose merlature. A parte questo, nei forti non c’è poi molto da vedere: vecchi fucili, qualche cannone e alcune stanze con cuscini colorati, ciotole di metallo e il Corano.

Nakhal, Rustaq e Al-Hazm – il forte di Al-Hazm
Il forte di Al-Hazm

A Nakhal, che nella primavera del 2020 era chiuso per restauro, ci sono anche delle sorgenti termali. Nelle vicinanze potete fare una gita al villaggio di montagna di Wakan, dove in primavera fioriscono gli alberi da frutto, anche se chi ama camminare apprezzerà di più il trekking con vista su un profondo canyon. Buona parte della strada per Wakan si fa con un’auto normale, ma per gli ultimi chilometri è meglio avere un 4×4.

A Rustaq, invece, potete vedere un pezzetto restaurato del sistema di irrigazione che, per la sua unicità, è stato iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Si tratta di un breve canale. Questo monumento culturale potete vederlo anche in altri luoghi dell’Oman.

Nakhal, Rustaq e Al-Hazm – il forte di Nakhal
Il forte di Nakhal

Wadi Shab

Probabilmente la gita più famosa di tutto l’Oman è quella al Wadi Shab. Dall’autostrada arrivate facilmente fino al parcheggio nella cittadina di Tiwi, da dove per un rial una barchetta vi porta sull’altra sponda della piccola insenatura. Poi si prosegue a piedi nel canyon. Camminerete per circa un’ora tra rocce frastagliate e nel punto più stretto dovrete superare un passaggio nella roccia largo appena quanto una persona adulta. Alla fine arriverete a un torrente dove potete fare il bagno e rinfrescarvi.

Nella vasca naturale si alternano tratti bassi, dove l’acqua arriva appena alle caviglie, ad altri profondi, dove non toccate il fondo. L’ultima parte, la più interessante, offre la possibilità di entrare a nuoto attraverso una stretta fenditura in una piccola grotta con una cascata. Se dopo qualche pioggia l’acqua fosse troppa e la fenditura fosse sommersa, non cercate assolutamente di entrare a nuoto, perché c’è il rischio che vi trascini qualche corrente nascosta e non torniate più. Se invece la fenditura è sopra il livello dell’acqua e vedete gente che entra ed esce a nuoto, è abbastanza sicuro. In tutta la valle, del resto, vi può cadere addosso un sasso o sulla testa può atterrarvi un turista audace che ha deciso di tuffarsi dalla cascata. Incidenti del genere sono rari, ma è comunque meglio fare attenzione. Vi consigliamo anche le scarpette da scoglio, perché camminerete su centinaia di sassolini che massaggiano i piedi nudi in modo piuttosto sgradevole.

Wadi Shab – guadando il fiume nel canyon
Guadando il fiume nel canyon

Lungo tutto il fiume la gente ama fare picnic e passarci anche diverse ore. Quando ne avrete abbastanza del Wadi Shab, potete percorrere in auto anche il vicino Wadi Tiwi o andare a vedere la voragine piena di acqua marina nella vicina Bimmah. Anche il Bimmah Sinkhole, nel piccolo parco Hawiyat Najm, non è lontano dall’autostrada e ci si può fare il bagno in acqua di mare. In questo caso mettetevi il costume già nei bagni all’ingresso, perché nella voragine stessa di privacy non ce n’è molta.

Se proseguite più a sud verso la baia delle tartarughe di Ras al Jinz o verso il deserto, potete fermarvi nella cittadina di Sur. È famosa per la costruzione dei tradizionali dhow e nella baia di Sur di solito ce n’è qualcuno all’ancora. Potete anche esplorare alcune torri di guardia sparse sulle colline o imbattervi nei pappagalli verdi del posto.

Wadi Shab – la voragine del Bimmah Sinkhole
La voragine del Bimmah Sinkhole

Nizwa e dintorni

La città di Nizwa è stata un tempo la capitale di tutto il paese, grazie alla ricchezza delle oasi circostanti. Anche per questo qui si trova forse il forte più popolare, il Nizwa Fort. L’ingresso costa 5 OMR e in realtà non è molto diverso dagli altri forti, tranne per due eccezioni: ci sono guide comprese nel prezzo del biglietto e il forte si trova in pianura, quindi non potete fotografarlo per intero, perché si perde tra gli edifici circostanti. All’interno però troverete delle belle merlature, molto popolari sui social.

Se arrivate da Muscat, prima di Nizwa svoltate verso la cittadina storica di Birkat Al Mouz. Qui troverete un altro degli antichi canali di irrigazione e tante case semidiroccate che sembrano un gelato un po’ sciolto, tanto il clima locale ha tormentato per anni le case di fango disabitate. Così erano in realtà anche tutti i forti, compresa la stessa Nizwa, prima del restauro.

Nizwa e dintorni – la fortezza di Nizwa
La fortezza di Nizwa

Un’altra meta amata è il villaggio di montagna di Misfat al Abriyyin, sulle colline sopra il paesino di Al Hamra. Anche qui troverete vecchie case circondate da palmeti e bei panorami sulla valle. Sebbene Misfat si trovi a mille metri di altitudine, ci arriva una strada asfaltata e non serve il fuoristrada.

Non servirà nemmeno per visitare un altro forte, o meglio la fortezza di Bahla. È interessante perché questo enorme forte non è intonacato e le sue mura di fango, sassolini e paglia sono grigie, a differenza degli altri forti, che sono piuttosto marroni o color ocra. Molto amato è anche il vicino forte di Jabrin.

Se potete sacrificare ancora un’ora di strada, fermatevi nel villaggio di Al Ayn (attenzione, nei dintorni ci sono diversi posti con questo nome, quindi cercate Al Ayn Beehive tomb su Google Maps o assicuratevi di essere più o meno a metà strada tra Bahla e Ibri). Qui potete esplorare un altro sito UNESCO, una necropoli dell’età del bronzo formata da tombe di pietra a forma di alveare. Lo scenario non sarebbe certo così spettacolare se sullo sfondo non si ergesse un enorme massiccio montuoso. Del resto qui non hanno ancora fatto in tempo a nascere servizi per i turisti, e ci vuole un po’ a trovare la strada giusta tra le piccole fattorie dei dintorni, anche se le tombe si vedono bene dalla strada principale.

Nizwa e dintorni – le tombe ad alveare di Al Ayn
Le tombe ad alveare di Al Ayn

Montagne – Jebel Shams e Jebel Akhdar

Nizwa è il punto ideale da cui partire per le montagne, anche se ci si può arrivare anche da Muscat. Il canyon sotto la vetta più alta, il Jebel Shams (Jabal Shams), è soprannominato il Grand Canyon d’Arabia e vale davvero la pena andarci. Vi aspetta un altopiano con vista su tante montagne e potete scendere nel cuore della gola, profonda fino a un chilometro, lungo il sentiero segnato W6 dal villaggio di Al Khitaym. Già lungo la strada potete guardare dentro la gola da diversi belvedere.

L’unico svantaggio è che qui conviene davvero venire con un’auto a trazione integrale. Per esperienza sappiamo che si può fare anche senza, ma a volte suderete per superare le ripide salite su strada sterrata. I fuoristrada vi sfrecceranno accanto, mentre voi vi trascinerete sulle strade di montagna almeno un’ora in più. Dove finisce l’asfalto di solito aspetta un autista del posto che per circa 10 OMR a persona vi porta volentieri in cima.

Jebel Shams – il Grand Canyon dell’Oman
Il canyon soprannominato il Grand Canyon dell’Oman

Il sentiero nel canyon non è particolarmente impegnativo e alla fine vi aspettano alcuni edifici abbandonati sotto una parete rocciosa sporgente, ricordo di un antico insediamento di pastori di capre. Il trekking dura circa 3 ore, quindi non dimenticate acqua e merenda. Sull’altopiano potete dormire in tenda nelle aree campeggio, ma serve un buon materassino, perché dormirete letteralmente sulla nuda roccia. Chi cerca più comodità, e soprattutto ha molti più soldi, trova alloggio nei resort di montagna, che sono molto cari, anche perché offrono a tutto il paese una via di fuga dal caldo delle pianure.

In altri wadi di montagna senza fuoristrada non si va da nessuna parte. Al checkpoint all’ingresso del Jebel Akhdar vi controllano addirittura l’auto. Vale la pena anche attraversare le montagne passando per il Wadi Bani Awf e gli avventurosi possono esplorare praticamente qualsiasi canyon, e ce ne sono innumerevoli. Molti però non sono segnalati e in alcuni, come nel popolare Snake Canyon, vi serve una guida con l’attrezzatura da arrampicata.

Tantissime escursioni con mappe dettagliate le trovate sul sito dell’escursionista locale OmaniTripper e nella guida Oman trekking, e anche mapy.cz segna piuttosto bene questi sentieri.

Jebel Shams e Jebel Akhdar – campeggio in montagna
Campeggio in montagna

La vita marina

L’Oman ha una lunga costa e gli omaniti erano famosi navigatori, capaci di estendere il loro impero fino a Zanzibar, in Africa. Anche il mare lungo la costa è ricco di vita. Abbiamo già parlato della gita di snorkeling alle isole Daymaniyat, dove potete incontrare delfini e squali balena.

Le baie di Bandar Khayran, poco oltre Muscat, offrono passeggiate verso spiagge deserte dove potete esplorare i coralli, oppure potete arrivarci in barca dalla marina Al Rowdha, osservare i delfini e nuotare tra le barriere coralline.

Un’esperienza interessante è anche l’incontro con la Noctiluca scintillans, che a volte si può vedere sulle spiagge anche a Muscat. Questo piccolo organismo marino del gruppo dei dinoflagellati ha la particolarità di emettere una luce blu quando si sente minacciato. È davvero molto sensibile, quindi basta che si rompa un’onda perché si accenda all’improvviso un bagliore blu. Sulla costa potete vederla soprattutto in inverno e in primavera.

In estate si può invece assistere alla schiusa delle uova delle tartarughe marine a Ras Al-Jinz, poco a sud del Wadi Shab. Diversi hotel offrono il pernottamento con un’escursione in spiaggia, dove le piccole tartarughe partono per il loro primo viaggio verso il mare.

Musandam

L’Oman è interessante anche perché alcuni pezzi del paese si trovano in mezzo ai vicini Emirati. Quando gli abitanti di Madha poterono scegliere se far parte di un emirato o unirsi al sultanato, scelsero l’Oman. Un po’ più a nord si estende la penisola di Musandam, famosa per i suoi fiordi. Potete ammirarli da una tradizionale barca chiamata dhow, ma i turisti ci arrivano soprattutto dagli Emirati Arabi Uniti, perché è molto più vicino che da Muscat.

Musandam – i fiordi della penisola
I fiordi della penisola di Musandam

Il deserto – Wahiba Sands

Se da Muscat vi dirigete più a sud, arriverete nella cittadina di Al Wasil, porta d’accesso al deserto di Wahiba, o Sharqiya Sands. Nel deserto di sabbia ci sono diversi campi tendati dove trascorrere la notte e ammirare un numero incredibile di stelle. Se vi interessano, partite nel periodo di luna nuova, così che la luna non vi rovini lo spettacolo.

Potete alloggiare in un campo fisso, dove da Wasil o dai villaggi vicini vi porteranno volentieri in fuoristrada, oppure scegliere uno dei campi temporanei che ogni tanto compaiono nel deserto. Non è nemmeno un problema piantare la tenda ovunque nel deserto, se non vi spaventa la guida particolare sulla sabbia. Il fuoristrada è indispensabile e dovete anche regolare la pressione degli pneumatici prima di entrare nel deserto. Assolutamente non andate nel deserto da soli o se non siete sicuri di saper guidare sulla sabbia. Tutti si muovono sempre in colonna, per poter tornare facilmente al sicuro in caso di emergenza.

Oltre a dune alte fino a 200 metri e migliaia di stelle, chi gestisce i campi vi porterà in groppa a un cammello, vi mostrerà come vivono i beduini, oppure potete divertirvi con un giro adrenalinico tra le dune. Una cena a lume di candela nel deserto conquisterà sicuramente ogni anima romantica. Se vi interessa, assicuratevi che il vostro campo la offra.

Il deserto dell’Oman – Wahiba Sands
Il deserto dell’Oman

Dhofar e Salalah

All’estremità opposta dell’Oman, a mille chilometri da Muscat, si trova la regione del Dhofar. Da qui proviene l’antica ricchezza dell’Oman, l’incenso, che si ricava da alberi nani che crescono nella natura selvaggia locale. Oltre a questi, il Dhofar intorno alla città di Salalah offre innumerevoli spiagge e valli che almeno per una parte dell’anno sono verdi. Il particolare microclima fa sì che il Dhofar sia coperto da una fitta vegetazione e ci sono anche diverse cascate, soprattutto nella stagione dei monsoni, chiamata khareef.

La maggior parte dei viaggiatori però considera Salalah solo un posto dove stare sdraiati sulla spiaggia dell’hotel e magari fare una o due brevi gite. Per esempio a vedere i cammelli che vagano sulle spiagge o nuotano in acqua, come a volte si vede sui manifesti che invitano a una vacanza in Oman.

Dhofar e Salalah – cammelli vicino a Salalah
Cammelli vicino a Salalah

L’autore:

L’autore dell’articolo sull’Oman

A scrivere questo articolo sull’Oman ci ha aiutato il nostro amico Václav, analista di professione, cosa che influenza molto anche la sua passione per i viaggi: prima di partire sa così tanto della meta dei suoi sogni che in pratica non avrebbe nemmeno bisogno di andarci. In Oman va regolarmente più volte l’anno, per lavoro e per viaggio, e in Repubblica Ceca non troverete molti esperti di questo splendido paese più competenti di lui.


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